Gianluca Forgione
Il Cristo velato e la scultura barocca romana
Abstract ITA Allievo dei gesuiti a Roma dal 1720 al 1730, Raimondo di Sangro ebbe modo di assimilare in ogni suo aspetto la tradizione barocca di matrice berniniana. Tale esperienza rivestì un’importanza cruciale nelle scelte che egli intraprese in occasione della decorazione del suo tempio di famiglia a Napoli, come rivela l’invenzione della Pietà che Francesco Celebrano intagliò sull’altare maggiore della cappella Sansevero tra il 1766 e il 1767. L’intervento mira a illustrare i nessi che finanche il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino (1753) stabilisce con le forme e i modelli della scultura barocca romana, e in particolare con il San Stanislao Kostka che ai primi del Settecento Pierre Legros intagliò per le stanze del noviziato di Sant’Andrea al Quirinale.
Abstract ENG Educated by the Jesuits in Rome between 1720 and 1730, Raimondo di Sangro absorbed in all its aspects the Baroque tradition rooted in the work of Gian Lorenzo Bernini. This formative experience proved crucial to the artistic choices he later made for the decoration of his family chapel in Naples, as evidenced by the conception of the Pietà carved by Francesco Celebrano for the high altar of the Cappella Sansevero between 1766 and 1767. This essay aims to elucidate the connections that even the Veiled Christ (1753) by Giuseppe Sanmartino establishes with the forms and models of Roman Baroque sculpture, with particular reference to the Stanislaus Kostka carved in the early eighteenth century by Pierre Legros for the novitiate rooms of Sant’Andrea al Quirinale.
Parole chiave Barocco gesuitico, cappella Sansevero, Cristo velato, Francesco Celebrano, Giuseppe Sanmartino, Pierre Legros, Raimondo di Sangro, San Stanislao Kostka
| PDF Gianluca Forgione in Marmora et Lapidea 7-2026, di prossima pubblicazione / soon |
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