Andrea Leonardi, Dipinti per i Gavotti. Da Reni a Lanfranco a Pietro da Cortona. Una collezione tra Roma, Savona e Genova, pp. 456, ill.
Abstract ITA
I testamenti, le lettere, gli inventari conservati parte nell’archivio di Casa Gavotti e parte negli Archivi di Stato di Genova, Savona e Roma consentono di tracciare, dagli esordi dell’Età barocca al pieno Settecento, con alcune incursioni sino al XIX secolo, il notevole percorso di una famiglia patrizia che, investendo ingenti somme di denaro, seppe trasformare ricchezze in “consumo culturale”, capitale economico in “capitale simbolico”.
I molti rami della famiglia Gavotti maturarono una cultura aristocratica che diede consistenti frutti tanto sul fronte della raccolta di oggetti d’arte, dei contatti con artisti come Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Orazio Gentileschi, Pietro da Cortona, quanto nell’architettura di ville e di luoghi di delizie, nei palazzi signorili di città e negli edifici religiosi, una sequenza di strutture e apparati decorativi attestanti sofisticate politiche di committenza, in grado di determinare una ricaduta sui casati minori della loro regione d’origine. I Gavotti si allinearono con determinazione al clima intellettuale in voga tra Cinque e Seicento a Roma, in particolare potendo contare sull’appoggio dei Barberini, ma anche in virtù dei rapporti finanziario-commerciali intrattenuti con i Falconieri e i Borghese, generando tra Savona e Genova un’area di riferimento della quale furono i protagonisti insieme a Ottavio Costa, colto frequentatore di Caravaggio, e ai banchieri Gio. Battista e Alessandro Siri, amici e committenti di Gian Lorenzo Bernini.
Abstract ENG
The wills, letters and inventories preserved partly in the Casa Gavotti archive and partly in the State Archives of Genoa, Savona and Rome allow us to trace, from the beginning of the Baroque era to the full eighteenth century, with some forays up to the nineteenth century, the remarkable journey of a patrician family who, investing huge sums of money, knew how to transform wealth into “cultural consumption”, economic capital into “symbolic capital”.
The many branches of the Gavotti family developed an aristocratic culture that bore significant fruit both in the collection of art objects, in contacts with artists such as Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Orazio Gentileschi, Pietro da Cortona, and in the architecture of villas and places of delight, in the noble palaces of the city and in religious buildings, a sequence of structures and decorative apparatuses attesting to sophisticated policies of patronage, capable of determining an impact on the minor families of their region of origin. The Gavotti family aligned themselves with the intellectual climate in vogue between the sixteenth and seventeenth centuries in Rome, in particular being able to count on the support of the Barberini, but also by virtue of the financial-commercial relationships maintained with the Falconieri and the Borghese, generating an area of reference between Savona and Genoa of which they were the protagonists together with Ottavio Costa, a cultured frequenter of Caravaggio, and the bankers Gio. Battista and Alessandro Siri, friends and patrons of Gian Lorenzo Bernini.
Indice
Premessa, p. 1; I Gavotti: relazioni e strategie: Le origini del casato e le proiezioni su Genova e Roma, p. 5; Il legame con i Barberini e i Sacchetti, p. 9; I rapporti con gli artisti e il mercato dell’arte: Contatti con Pietro da Cortona, p. 17; La liaison Gavotti-Siri, p. 21; Gio Carlo Gavotti, Guido Reni e il cardinal Mazarino, p. 28; Le dimore e le quadrerie nel Seicento: Le dotazioni del “theatrum domesticum”, p. 33; I consigli di Gabriello Chiabrera, p. 38; Raccogliere ed esibire quadri nel Seicento, p. 41; Tra Sette e Ottocento, un percorso rinnovato: Da Savona a Genova, p. 57; Gavotti e Imperiale: un‘eredità ai piedi del Campidoglio, p. 66; La testimonianza di Federico Alizeri, p. 73. I quadri: Savona, dall’inventario del 1650, p. 77; Genova-Savona, dall’inventario e dalla stima del 1679, p. 82; Savona, dall’inventario del 1682, p. 90; Savona, dall’inventario del 1709, p. 119; Genova, dall’ inventario del 1715, p. 125; Roma, dall‘inventario del 1716, p. 131; Regino, dall‘inventario del 1737, p. 134; Savona, dall‘inventario del 1758, p. 144; Genova, dalla descrizione del 1846-’47, p. 148; Regesto, p. 179. Documenti – Le collezioni e gli arredi: Roma 1632, p. 227; Roma 1673, p. 230; Genova, 15 luglio 1679, p. 237; Genova, 16 agosto 1679, p. 241; Savona 1682, p. 246; Roma 1716, p. 251; Savona 1758, p. 254; Genova 1787, p. 258; Genova-Portello 1846-’47, p. 266; Genova-Piazza Garibaldi 1846-’47, p. 267. Documenti – I sistemi residenziali: Savona 1650, p. 269; Savona 1672, p. 275; Roma 1675, p. 281; Savona 1709, p. 286; Savona 1715, p. 293; Legino 1737, p. 317; Genova 1760, p. 330. Documenti – Miscellanea documentaria: Registri del Camerlengato, p. 349; Registri di mandati Barberini, p. 349; Epistolario Gavotti-Barberini, p. 355. Alberi genealogici Gavotti, p. 360; Apparati, p. 363; Bibliografia, p. 409; Indice dei nomi, p. 425; Indice delle località, p. 436; Indice dei luoghi, p. 438; Indice degli artisti, p. 441; Indice delle iconografie, p. 444.
Pubblicazione:
Quaderni Franzoniani XVI/2 (2003) [2006], ISSN 1594-7505; ISBN 978-88-98296-19-4
Quaderni Franzoniani XVI/2 (2003) – scheda volume

